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La magnetoterapia (nota anche come elettromagnetoterapia) è una disciplina che sta a metà fra il convenzionale e l’alternativo (è stata riconosciuta a livello nazionale come terapia omeopatica e naturopatica).
Il campo magnetico
Prima di parlare di magnetoterapia sembra quindi piuttosto ragionevole cercare di capire cosa sia un campo magnetico.
Una definizione “accettabile” di campo magnetico è, probabilmente, un buon test per un laureando in fisica; infatti è possibile utilizzare diverse definizioni che, curiosamente, ripercorrono la storia della fisica degli ultimi 200 anni. In questa sede forniremo una sintesi divulgativa, comprensibile a tutti.
Innanzitutto iniziamo con il dire che la parola campo indica semplicemente una regione dello spazio (con certe proprietà).
Un campo magnetico è una regione dello spazio dove agiscono delle particolari forze; queste forze possono essere generate da un magnete, da una corrente elettrica o da un campo elettrico che varia nel tempo.
È per esempio nota a tutti la forza attrattiva di una calamita sulla limatura di ferro. Meno noto è il fatto che una tale forza magnetica possa essere generata anche da una corrente elettrica. Storicamente il fisico inglese Maxwell riunì elettricità e magnetismo in un’unica teoria (cardine della quale erano appunto le equazioni di Maxwell) che collegava i due campi, elettrico e magnetico (elettromagnetismo). Albert Einstein dimostrò poi che, in realtà, i campi elettrico e magnetico sono due aspetti dello stesso fenomeno.